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Limonov di Emmanuele Carrère

Il libro è uscito nel 2012, è stato un caso letterario, scelto da "Repubblica" e dal "Corriere della sera", come il miglior libro, ha vinto la XV edizione del premio Malaparte e in Francia il premio Renaudot . È una biografia romanzata su Eduard Limonov , pseudonimo di Eduard Veniaminovich Savenko , scrittore e politico russo che, qualche giorno fa, ha compiuto 71 anni. Prima del bestseller di Emmanuel Carrère, nessuno lo conosceva, se non in Russia. Quando Carrère gli ha chiesto un parere sul libro, ha risposto così: «Non te lo dico. Forse un giorno te lo dirò o forse non te lo dirò mai. È meglio così». 

Il commesso di Bernard Malamud

Ho chiuso il libro, lo tengo fra le mani e penso al giorno in cui iniziai a leggerlo. Quando un libro ti lascia, insieme, la gioia di averlo letto e la tristezza di averlo finito, quello è il segno, per me, di aver letto un gran libro. Poi, se leggendo ci si identifica nei personaggi o si ha la sensazione di poterli incontrare, da un momento all’altro, siamo davanti al cospetto di un capolavoro. Il commesso è un capolavoro. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1957 e ripubblicato da Minimum fax nell'ottobre del 2013. È la storia di un bottegaio,  Morris Bober,   di generi alimentari, che deve fare i conti con la crisi del suo piccolo negozio. Nella stessa via, all’angolo, un negozio più grande gli sottrae quasi tutti i clienti; le offerte che i giovani commercianti propongono non possono essere contrastate. Bober non si arrende, è il primo ad alzare la serranda e l’ultimo a chiuderla, ma le cose non vanno per il meglio. Ci si mette anche la salute e una rapina a r...

Il desiderio di essere come TUTTI di Francesco Piccolo

Non era la prima volta che visitava la Reggia di Caserta, ci abitava vicino, e tante domeniche, con qualche parente, era già stato in quei luoghi ma la visione della vasca di Diana e Atteone, in compagnia di tre amici, quel giorno in cui non c’era nessun altro, lo lasciò senza fiato. La sensazione di fare parte del mondo, gli diede euforia e spavento; per la prima volta, anche solo per un istante, comprese cosa gli stava succedendo ma poi svanì: all’età di 9 anni gli sembrò di stare dentro qualcosa di gigantesco. Quel bambino è Francesco Piccolo, oggi affermato scrittore e sceneggiatore. Quest’ultimo libro è l’intreccio, a partire dal 1973, degli anni personali dello scrittore con quelli pubblici dell’Italia; una lente di ingrandimento sugli avvenimenti politici, da Berlinguer: la vita pura, a Berlusconi: la vita impura. È difficile assegnare un genere a questo libro, auto – fiction, che va di moda da qualche anno, potrebbe avvicinarsi. Piccolo sostiene sia un’intenzione...

Libertà di Jonathan Franzen

Non mi piace leggere un libro perché se ne parla tanto. Sapere di milioni di lettori che, in fila davanti alle librerie, attendono una copia dell’ultimo capolavoro dello scrittore X, mi da’ la percezione di essere accerchiato. La lettura è un atto intimo, libero.  Libertà di Franzen è uscito nell’edizione italiana nel 2011. Sono trascorsi dodici anni prima che lo leggessi e tre mesi per finirlo. Di solito in un mese leggo, in media, quattro libri.  Facciamo un po’ di ordine. Franzen dopo Le correzioni, che lo ha reso celebre e gli ha fatto vincere il   National Book Award e il J ames Tait Black Memorial Prize , a distanza di quasi dieci anni, pubblica Libertà . Il New York Times , prima ancora dell’uscita del libro, lo incorona re della letteratura. È il primo scrittore (vivente) a guadagnarsi la cover del prestigioso settimanale a dieci anni da Stephen King . L'ultima, attesissima fatica di Jonathan Franzen , Freedom , scatenò un putiferio di polemiche...

Fine impero di Giuseppe Genna

Uno scrittore che per sopravvivere scrive per delle riviste di moda ha perso tutto.  Quel tutto è niente.  Moda, feste, zio Bubba l'impresario, ragazzi e ragazze nude, disposti a tutto per aver accesso allo show business e il Proprietario, sono i personaggi del nulla, di un mondo collassato e privo di alcun senso, che riflette e come non potrebbe se stesso.  La tragedia personale, la morte della piccola figlia dell'intellettuale, dieci mesi appena, morta a causa di una depressione neonatale, apre e chiude il romanzo: un' insufficienza del desiderio, vitale per l'incapacità di sopportare il peso del mondo, la costringe alla cianosi prima e alla morte poi. Corpi ricercano il desiderio di sé ormai perduto, e lo ritrovano all'interno di un immaginario collettivo, solo pixel, l'unica essenza di realtà nell'irrealtà di un fine impero. Fine impero di Giuseppe Genna Editore: minumum fax Anno di pubblicazione: Giugno 2013 ...

Cecità di José Saramago

Un’epidemia improvvisa rende cieca l’intera popolazione, la cecità si manifesta con una sensazione di bianco assoluto, una nube lattiginosa. Il governo, non conoscendo un rimedio, chiude i primi ciechi e i contagiati in un manicomio dismesso. In quell’edificio dovranno sopravvivere da soli senza alcun intervento dall’esterno, nemmeno per prestare cure o in caso di morte. In queste condizioni si paleserà una regressione, un ritorno allo stato naturale in cui la vita è solo mangiare e dormire, e la conseguenza sarà il degrado, l’abbruttimento e la brutalità: il buio, o meglio, tanta luce da non riuscire più a vedersi e riconoscersi nell’altro.  L’umanità cade nell'oblio o forse, paradossalmente, la cecità disvela, mette in luce quello che realmente è diventata.   Cecità uscito nel 1996 è un’allegoria: «l’incapacità di vedere significa che la vera immagine dell’inferno è proprio il mondo in cui viviamo.». Il libro ha diverse particolarità è ambientato i...

Anatomia della ragazza zoo di Tenera Valse

È un libro che indaga, dissezionando, “la dimora insulsa delle abitudini: la famiglia”.  Una famiglia, tra gli anni sessanta e ottanta, del sud Italia, ammantata (ed era la regola) da una cultura mitico – rivelativa (lo è ancora?) in cui l’essere e l’apparire si identificano e la realtà è immanente. Un Padre totem e tutti i componenti della famiglia che gli girano intorno. Come gli uomini nella caverna di Platone, tutti, nella famiglia, vedono la realtà come rappresentazione fin quando un componente, Alea, per istinto, pensa che il mondo potrebbe non essere come casa sua: una conflagrazione che avrà come conseguenza la ricerca di ciò che è in luce. Alea, il 24 Dicembre del 2001, scompare dall'abitazione dei genitori, la famiglia non sporge denuncia, nessuno la cercherà. Solo Càmila, la sorella, rimane in contatto telefonico a patto di non vedersi mai e non rivelarlo a nessuno.  Il libro è strutturato in capitoli, e i nomi già di per sé valgono il libr...

1Q84 libro 3 Ottobre – Dicembre di Murakami Haruki (Einaudi)

Una storia d’amore che è iniziata con una stretta di mano dei protagonisti, Aomame e Tengo, in una scuola, all’età di dieci anni; un solo attimo, ma che produrrà un sentimento così forte da resistere a tutto e a tutti. In un tempo parallelo, in una realtà in cui in cielo brillano due lune, una grande e luminosa e una più piccola, verdastra. Nei primi due libri Aprile – Settembre, ci vengono raccontate le storie separate dei due protagonisti, i loro punti di vista. Nel terzo libro, la storia, finisce … no, tranquilli, non vi svelo il finale. Però, vi posso dire che, nella narrazione di questo terzo libro, ad Aomame e Tengo si aggiunge un terzo personaggio, Ushikawa, un investigatore privato, esterno al Sakigake, la setta religiosa, il cui leader è stato ucciso da Aomame; che c’è sempre Fukaeri la figlia del leader, la cui storia “la crisalide d’aria” riscritta da Tengo, ha fatto venir meno le voci, e che porterà a termine un compito fondamentale; c’è Komatsu e vivrà un’esper...

Elisabeth di Paolo Sortino (Einaudi)

Josef Fritzl, nel 1984, sequestrò la figlia Elisabeth e la tenne reclusa per ventiquattro anni, generando con lei sette figli. Questo orribile fatto di cronaca è servito a Paolo Sortino, autore esordiente, per costruire una struttura narrativa che indagasse gli abissi dell’animo umano. Elisabeth, editore Einaudi, è un romanzo crudo. Ho avuto bisogno di un periodo di decantazione prima che i concetti, abilmente disseminati dall’autore, venissero allo scoperto. La trama: un abbaglio di abuso all’umanità. Un amore distorto quello di Fritzl che per i diciotto anni della figlia le “dona” un viaggio nel sottosuolo al buio, in un claustrofobico atto di possesso che indurrebbe un’assenza di speranza, ma lo spirito umano riesce sempre a districarsi e ad amalgamare la sua essenza dove non ti aspetteresti. Una storia che è altro rispetto alla realtà, e dove le somigliasse non ne sarebbe una copia perfetta. La finzione letteraria aumenta la realtà, creando un’altra realtà, infat...

La parola

Può capitare che una parola mi ossessiona.  La leggo ovunque; su un articolo di giornale, in un libro, su una rivista, e addirittura l'ascolto dappertutto.  Non è detto che la parola abbia un significato ontologico, anzi il più delle volte è un semplice ensemble di lettere, una accanto all'altra, che per convenzione comunicativa assumono un senso piuttosto che un altro, ma forse per questo, lei, la parola, stanca di essere confusa tra tante, vuole emergere, si manifesta ai miei occhi. Ora non so se ha scelto solo me, e perché in tal caso, ma così è. Alla fine, anche se non lo sono, divento fatalista. E sì, vorrei vedere voi; così all’improvviso vi trovate di fronte, senza alcun apparente motivo, una parola che insiste al cospetto della vostra percezione. Non potete fare a meno di non vederla e ascoltarla. Come una mosca, anche se la scacciate con ben più corposi pensieri, lei, la parola, ritorna. E allora iniziano le elucubrazioni, gli agganci simbolici...

La casa di famiglia

Per la famiglia, lo zio, dava i numeri. A me non importava se era pazzo o meno, le sue storie e il suo modo di raccontarle mi affascinavano, e ora mi manca.Non si era voluto sposare, benché amasse a modo suo Rosina. Si erano conosciuti a scuola e non avevano mai finito di volersi bene;  anche lassù, ne sono certo, lui, gliene combinava di tutti i colori. Seduto alla scrivania, con il sigaro in mano, così lo ricordo. È morto il 20 marzo del 1986, zio Alberto, aveva sessantuno anni. Qualche giorno dopo, senza nessun problema serio di salute, anche Rosina morì: non poteva rimanere senza il suo amore. Alla fine dell’estate andammo ad abitare al nord. Papà era un prefetto, ogni quattro anni lo trasferivano di sede. Dopo cinque anni, sempre in estate, ritornai in Calabria, nella casa di famiglia.  In quella casa, la notte, dopo aver spento il lume e prima di addormentarmi, alcuni rumori da sempre si manifestano, delle semplici presenze materiali: lo scricchiolio di...

Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi di Alessandro Piperno

Mio zio, appena poteva, infilava in qualsiasi discussione, la sua convinzione che, nonostante l’assoluta diversità, nulla potesse separare i fratelli. E questo libro mi ha ricordato lo svelamento estivo, sotto i pioppi di quelle elucubrazioni. E già questo varrebbe un giudizio positivo sul libro ma, c’è di più. Piperno scrive bene, la costruzione dei personaggi è così meticolosa che, mi sembra quasi di averla conosciuta la famiglia Pontecorvo.  Inseparabili ( Mondadori ) narra le vicende della famiglia Pontecorvo la cui genesi origina in Persecuzioni ( Mondadori 2010). I fratelli Pontecorvo si trovano agli antipodi, su ogni piano: caratteriale, estetico, verbale, sessuale ma, niente e nessuno potrebbe separarli.  Dopo l’accusa di pedofilia, Leo, si chiude in cantina, Raphel, la moglie non lo nomina più e i due figli Filippo e Samuel non pongono domande. Il silenzio come rimedio per salvaguardare la fuoriuscita imprevedibile di qualsiasi parola; parlarne rievoche...

Qualcosa di scritto di Emanuele Trevi

Un giovane Trevi lavora nei primi anni ’90 al Fondo Pasolini a Roma, qualcosa di scritto - il titolo dell’ Appunto 37 di Petrolio in cui P.P.P. fornisce al lettore qualche spiegazione sulla sua decisione: che è quella non di scrivere una storia, ma di costruire una forma -, è il racconto di quella esperienza, dell’incontro con la “ Pazza ”, Laura Betti , curatrice del Fondo, di Petrolio il libro postumo di Pasolini , del mito greco e di tante altre cose.   Un libro che parla di un altro libro, Petrolio , come nessun altro critico aveva fatto mai.  Trevi restituisce alla “ summa ” di tutte le esperienze e memorie di P.P.P. il valore di grande opera letteraria che gli è stata in qualche modo levata preferendo amplificare una presunta rivelazione fattuale insabbiata, che fra le righe del testo doveva esserci.  P.P.P. è per Trevi,  così come Philip Dick, un veggente: « insieme spinti dal medesimo orrore suscitato dal potere e dall’angoscia si acco...

Resistere non serve a niente di Walter Siti

Dopo il 1989 tutto è divenuto più fluido: 1. La politica, a livello globale non esiste più una distinzione netta tra destra e sinistra; 2. L’economia, i paesi occidentali che da sempre sono stati il traino di tutto il globo, vivono una crisi che, dagli USA, da quattro anni, si è insediata nel cuore dell’Europa, con l’impossibilità di comprendere quale economia possa essere stabile e quale fragile; 3. La società, i rapporti interpersonali sono mutati e la distinzione netta uomo - donna è stata contaminata; i ruoli si invertono vorticosamente ed è complicato capire le caratteristiche originarie dei generi; 4. I rapporti tra Stato e anti Stato sono cambiati, l’infiltrazione, dell’uno nell’altro, ormai, rende impossibile capire dove comincia l’uno e finisce l’altro. In tutto ciò le parole, che devono descrivere e comunicare, mutano. “ In genere quando una parola nuova si afferma è segno che è accaduto qualcosa di nuovo nella realtà .”. Se il male ha fagocitato i...

Una barca nel bosco di Paola Mastrocola

Ti dicono che non sai stare al mondo.  Ti dicono che sei asociale. Ti dicono che sei diverso. Ti dicono che sei pazzo. Perché? Hai la presunzione di essere un individuo! E quando sei adolescente, emotivamente fragile,  cadi nella trappola del branco, che ti coopta, oppure riesci a resistere.  E prima che sia troppo tardi, invece, di affannarsi nella ricerca delle grandi speranze e delle grandi illusioni sarebbe meglio realizzare se stesso, anche se sei una barca nel bosco .  Tu ne quaesiĕris, scire nefas, quem mihi, quem tibi finem di diderint, Leuconŏe Gaspare Torrente è uno di queste "barche" che non seguono la rotta predefinita. Su suggerimento di una sua insegnante della scuola media, madame Pilou , si è trasferito insieme alla madre, dall’isola al nord a Torino, per proseguire gli studi; perché il ragazzo è portato.  Ma ben presto si rende conto di non riconoscersi e di non essere riconosciuto dal “mondo”.  E inizia a lo...

Hotel a zero stelle di Tommaso Pincio

Questo libro (editori Laterza , Contromano ) è una bomba. Una deflagrazione potente che mi ha risvegliato. Ogni tanto e senza sapere come vago nell’indifferenza, conseguenza forse delle tante strade percorse che non mi hanno portato a scoprire nessuna meta, almeno significativa per me. La società pressa con i suoi tempi omologanti. Si nasce, si cresce, si va a scuola, si inizia a lavorare, si conosce una ragazza che diventa tua moglie e, poi i bambini, s’invecchia e si muore. Be’ non va così per tutti ma il mondo non te lo perdona, se salti un passaggio, c’è e ci sarà sempre qualcuno che ti biasima, che ti dice: «E come mai? mi dispiace.», e per un attimo o per giorni, mesi anni, finisce che ti senti anche in colpa, e ti chiedi: «Forse c’ho qualcosa che non va, ma perché io, ancora …».  Solo uno strattone, ogni tanto, mi dona lucidità, permettendomi di vedere aldilà delle nebbie, pesanti, che adombrano i pensieri, per osservare ciò che la vita sociale impone: un unico ...

Il bambino che collezionava parole di Juan Pablo Villalobos

Nel romanzo ( Einaudi – Stile libero Big ), solo 80 pagine, che si leggono velocemente, c’è un bambino, il suo nome è Tochtli , vive in una villa che chiama palazzo, insieme al padre. Non ha la mamma. Non può uscire e conosce 14 o 15 persone. Nel parco che circonda la villa ci sono anche delle gabbie, dove sono tenute una tigre e un leone. Nella villa ci sono diverse stanze e alcune sono vuote, cioè non ci vive nessuno, sono piene di armi, più di mille, prodotte in tutto il mondo e, c’è anche un bazooka. Il padre Yolcaut , narcotrafficante, non gli nasconde quasi nulla della sua attività, delle efferatezze che compie lui e le guardie. Il bambino vive immerso in una realtà di malaffare lontano dal mondo esterno; si annoia e quindi colleziona parole ma anche cappelli e animali esotici.  Il titolo non promette ciò che lascia intendere, mi ha spiazzato, così come mi ha disorientato la modalità scelta da Villalobos di raccontare; utilizza la prima persona di un bambino, che ...

L'estate alla fine del secolo di Fabio Geda

Su quattro nonni, due non li ho conosciuti. Non ci si rende conto del tesoro che può rappresentare il racconto di un nonno. Parole ascoltate con distrazione, che con il tempo, quando ormai non c’è più, ritornano, le senti nell’aria, scuotono dal torpore. Parole pesanti, perché cariche di vissuto, e che sembrano lontane ma per quanto lo siano, nei tempi e nei luoghi, la vita è sempre uguale e le cose importanti sono sempre le stesse.  Simone era nato il 5 settembre del 1938 quando in Italia venivano promulgate le leggi razziali. La sua era stata un’adolescenza da fantasma. Appena nato, insieme alla famiglia, dovettero rifugiarsi in Francia. Il ritorno in Italia, a Colle Ferro,  fu un nascondersi, da chiunque, per il terrore di essere catturati. Lì aveva conosciuto la morte e lì ormai anziano era ritornato, per uccidersi. Ma nell’estate del 1999 sua figlia Agata,  che non rivedeva da nove anni, gli affida il nipote, Zeno .  Un nonno e un nipote, du...

Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni

Non mi piace leggere i best seller quando sono al loro apice di vendite e tutti ne parlano. Ma li leggo. Non sono il genere di libri che preferisco, di solito. Ma li leggo. Perché? Non lo so.  Per conoscere i gusti degli altri, di tutti coloro che non sono me, forse. Perché si può leggere in tanti modi;  per svagarci, per ridere, per riflettere, per dare nutrimento all’anima, per curiosità … ecco per curiosità, è la motivazione che mi ha fatto avvicinare al libro di Marcello Simoni . Il nuovo  Umberto Eco , dicono, alcuni. Non mi pare, dico io.  In comune con “ Il nome della rosa ” ha solo il periodo storico, poi la struttura narrativa, la costruzione dei personaggi, la trama, la ricercatezza delle parole, sono ben distanti dal capolavoro del Professore. È piacevole, è un libro per tutti; è un best seller. Siamo nel 1205 il mercoledì delle ceneri e padre Vivien de Narbonne è costretto a fuggire, dei cavalieri che indossano delle mascher...

Scritti da voi

Quando ho letto della possibilità di scrivere delle recensioni e ricevere in cambio un compenso, non volevo credere che fosse possibile. Ora posso confermare, è tutto vero. Gabriele Ametrano è un giornalista, collabora con le pagine culturali del Corriere della sera e, ha deciso di mettere fine ad anni di lavoro gratuito. Sul suo sito " Esercizi di stile " ha promosso l'iniziativa " Scritti da voi ". Ogni quattro recensioni, proposte, inviate e pubblicate riceverete un buono di € 20,00 da utilizzare sui circuiti ibs.it Amazon.it o presso le librerie Giunti al punto . Per maggiori informazioni vi invito a cliccare qui . Io ho recensito: Se fossi Dio di Meg Rosoff (Fanucci)  Altri colori. Vita, arte, libri e città di Orhan Pamuk (Einaudi)   La verità del serpente di Gianni Farinetti (Marsilio) Pane e tempesta di Stefano Benni (Feltrinelli)