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Kaosblu's bookshelf: read

Il paese dei coppoloni
3 of 5 stars
Il racconto dei racconti è il paese dei coppoloni, quello che le Mammenonne intorno al braciere, che con maestria rinfocolavano, hanno ripetuto per secoli, una tradizione orale di storie mitiche. È un’allegoria della perdita della comuni...
Via Ripetta 155
2 of 5 stars
Un libro autobiografico. Clara Sereni si racconta e ci racconta il periodo che va dal 1968 al 1977, dall’arrivo nella casa di via Ripetta 155 al trasloco nella nuova casa in via Monteverdi. Clara Sereni ci racconta con questo libro come...
La sposa
3 of 5 stars
Diciasette racconti, alcune storie vere da sembrare finte e alcune storie finte da sembrare vere. Personaggi protagonisti in una storia diventano comparse nelle altre. Elementi di cronaca quotidiana o la sua biografia o semplici pensier...
La ferocia
5 of 5 stars
Il romanzo è il ritratto di un’epoca, di un mondo, il nostro, in cui l’uomo, feroce animale, in possesso del libero arbitrio senza il peso della responsabilità, ha oltrepassato ogni limite metafisico, e postosi re della natura la manipo...
Diario di zona
4 of 5 stars
Chiarella racconta Torino, che non è la sua città, lui, è nato a Catanzaro. Un racconto dell’Italia dal basso, e non è un modo di dire, i contatori dell’acqua stanno giù, occorre aprire dei tombini o delle cantine per effettuare la lettu...

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La compagnia delle anime finte di Wanda Marasco

Dopo il meraviglioso Il genio dell’abbandono, Wanda Marasco torna a raccontare Napoli. Città dei paradossi, palcoscenico ideale per i personaggi che vengon fuori dalla penna della scrittrice. 
La voce narrante è di Rosa, seduta accanto al letto della madre morta, le parla, rievoca l’infanzia di Vincenzina, l’incontro con Rafele, suo padre, l’ostilità dei Maiorana, il prestito a usura prima subìto per pagare le cure di Rafele e poi praticato da Vincenzina, l’amica Annarella che vive con la madre pazza, il maestro Nunziata, e Mariomaria «la creatura che ha dentro di sé una preghiera rovesciata»; tutte “anime finte” che hanno un guasto.
La Marasco racconta nei suoi romanzi gli umiliati e gli offesi, la sua scrittura coglie le interiorità umane, le parole sono uno scandaglio che scendono negli abissi dell’animo di chi legge, lo scrutano, lo interrogano. Chi legge rimarrà incantato dalla scrittura poetica, evocativa, teatrale della Marasco.

Il libro, tra i dodici finalisti al premio Strega,

I grandi romanzi

Quando i quotidiani o come in questo caso i settimanali, promuovono delle iniziative legate ai libri, interessanti, credo sia utile scriverne. Leggere è un piacere ma, soprattutto in questo periodo può essere un privilegio; i libri costano ma, in edicola, ancora si riesce a risparmiare.
A partire da venerdì 25 novembre l'Espresso propone 15 grandi romanzi, capolavori della letteratura mondiale.
Il piano dell'opera:


Dal 25 novembre
Anna Karenina
L. Tolstoj

Dal 2 dicembre
La Certosa di Parma
Stendhal

Dal 9 dicembre
Il ritratto di Dorian Gray
Oscar Wilde

Dal 16 dicembre
Le affinità elettive
W. Goethe

Dal 23 dicembre
Le avventure di Huckleberry Finn
M. Twain

Dal 30 dicembre
Madame Bovary
G. Flaubert

Dal 6 gennaio
Delitto e castigo
F. Dostoevskij

Dal 13 gennaio
Orgoglio e pregiudizio
J. Austen

Dal 20 gennaio
I promessi sposi
A. Manzoni

 Dal 27 gennaio
Moby Dick
H. Melville

Dal 3 febbraio
Cime tempestose
E. Bronte

Dal 10 febbraio
Le avventure di Pinocchio
C. Collodi

Dal 17 febbraio
La lettera scarlatta
N. Haw…

Il bambino che collezionava parole di Juan Pablo Villalobos

Nel romanzo (Einaudi Stile libero Big), solo 80 pagine, che si leggono velocemente, c’è un bambino, il suo nome è Tochtli, vive in una villa che chiama palazzo, insieme al padre. Non ha la mamma. Non può uscire e conosce 14 o 15 persone. Nel parco che circonda la villa ci sono anche delle gabbie, dove sono tenute una tigre e un leone. Nella villa ci sono diverse stanze e alcune sono vuote, cioè non ci vive nessuno, sono piene di armi, più di mille, prodotte in tutto il mondo e, c’è anche un bazooka. Il padre Yolcaut, narcotrafficante, non gli nasconde quasi nulla della sua attività, delle efferatezze che compie lui e le guardie. Il bambino vive immerso in una realtà di malaffare lontano dal mondo esterno; si annoia e quindi colleziona parole ma anche cappelli e animali esotici. 
Il titolo non promette ciò che lascia intendere, mi ha spiazzato, così come mi ha disorientato la modalità scelta da Villalobos di raccontare; utilizza la prima persona di un bambino, che candidamente, come…