Passa ai contenuti principali

Il commesso di Bernard Malamud



Ho chiuso il libro, lo tengo fra le mani e penso al giorno in cui iniziai a leggerlo. Quando un libro ti lascia, insieme, la gioia di averlo letto e la tristezza di averlo finito, quello è il segno, per me, di aver letto un gran libro. Poi, se leggendo ci si identifica nei personaggi o si ha la sensazione di poterli incontrare, da un momento all’altro, siamo davanti al cospetto di un capolavoro.

Il commesso è un capolavoro. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1957 e ripubblicato da Minimum fax nell'ottobre del 2013.

È la storia di un bottegaio, Morris Bober, di generi alimentari, che deve fare i conti con la crisi del suo piccolo negozio. Nella stessa via, all’angolo, un negozio più grande gli sottrae quasi tutti i clienti; le offerte che i giovani commercianti propongono non possono essere contrastate.

Bober non si arrende, è il primo ad alzare la serranda e l’ultimo a chiuderla, ma le cose non vanno per il meglio. Ci si mette anche la salute e una rapina a rovinare le cose, ma la provvidenza o chissà cos’altro gli vengono incontro, forse. Un italiano, un goy, Frank Alpine si offre di dargli una mano, vuole imparare il mestiere, in cambio non vuole essere pagato ma avere vitto e alloggio.

Frank non è uno stinco di santo, tutt’altro, ma lotta con la sua coscienza per essere un uomo migliore, ci sa fare e le cose migliorano; certo gli incassi non sono tali da risollevare le sorti di Bober e della sua famiglia, ma è innegabile che la sua presenza qualche cliente in più lo attira. Il suo amore per Helen, la figlia del proprietario, accelera il desiderio del ragazzo di cambiare il suo modo di essere: la sua vita sospesa tra il bene e il male, la tragicità degli eventi, sono il corollario dell’ineluttabilità del destino cui va incontro.

Il commesso di Bernard Malamud 
Editore: Minimum fax
Titolo originale: The Assistant
Anno di pubblicazione: 2013 MINIMUM CLASSICS
Pagine: 327

Commenti

  1. Letto pochissimi giorni fa. Molto, molto bene.

    p.s.: ho notato che sei un po' minimum fax addicted. Bene! ;)

    RispondiElimina
  2. Ciao,

    Malamud ha una straordinaria capacità: costruisce i personaggi dei suoi libri con cura da cesellatore, quando distogli lo sguardo dal libro sembra di vederli nella vita di tutti giorni.

    Minimum fax, dici, sì, mi piace molto, ha nella sua "scuderia" tanti scrittori che è necessario leggere oltre che piacevole.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Come donna innamorata di Marco Santagata

L'impero virtuale di Renato Curcio

Un piccolo libro, si legge in qualche ora, ma vi lascerà la mente occupata per giorni interi. Tanti sono, infatti, gli elementi che Curcio ha analizzato e che aprono a una riflessione cosciente sull’impero virtuale. La scrittura asciutta e discorsiva permette una comprensione del testo anche se i temi trattati sono enormi. Da non sottovalutare è la preziosa bibliografia che fornisce ulteriori indicazioni per chi abbia voglia di approfondire.

Il libro non racconta la storia di Internet e non ci trovate delle prese di posizione a favore o contro, il lavoro di Curcio non si pone né tra gli “apocalittici” né tra gli “integrati”. Internet è tante cose: è evidente che ha velocizzato la possibilità di comunicare e semplificato lo scambio di contenuti, ma questo testo ci illumina, ci dà gli elementi di comprensione per svelare il mondo “altro” in cui il “me altro”, “un me con altro nome” virtualmente vive.  Siamo oramai abituati a considerare come normale il controllo dei contenuti che scambiam…

Non luogo a procedere di Claudio Magris

Nei romanzi storici realtà e finzione si alternano, si mischiano; accade anche nell’ultimo libro di Magris. Il protagonista, che non viene mai nominato, è ispirato a Diego de Henriquez, nome poi italianizzato inDiego de Enriquez, fu uno studioso e collezionista triestino di cimeli soprattutto bellici.  Enriquez fu un archivista della guerra, non perché amava i suoi orrori, ma, al contrario riteneva la pace il bene sommo dell’umanità, convinto che il Museo“Centro internazionale abolizione guerre e per la fratellanza universale e per l’abolizione del male e della morte dal passato e dal futuro, a mezzo dell’invenzione del tempo quale conseguenza dello svincolamento dallo spazio-tempo”, potesse essere un potente modo per ricordarlo.
Il Museo venne realizzato dopo la sua morte, avvenuta in circostanze misteriose il 2 maggio 1974, durante un incendio notturno sviluppatosi in uno dei suoi depositi. Diverse sono state le inchieste ma non hanno portato da nessuna parte; si passerà presto dall&…