Passa ai contenuti principali

1Q84 libro 1 e 2. Aprile - Settembre




Il libro è tradotto dal giapponese da Giorgio Amitrano, pubblicato da Einaudi in unico volume che comprende i primi due romanzi di quella che in realtà è una trilogia.

È chiaro l’omaggio, già dal titolo al 1984 di Orwell, e la frase: «La maggior parte della gente non crede nella verità, ma in quello che vorrebbe che la verità fosse», ne è un forte riferimento.

Nel libro i protagonisti sono una donna e un uomo.

La donna, Aomame è bloccata in un taxi nel traffico, nella borsetta ha un affilatissimo rompighiaccio con cui deve uccidere un uomo.

L’uomo, Tengo, insegnante di matematica in una scuola preparatoria e, aspirante scrittore dotato di buona tecnica, riceve da un editor senza scrupoli lo strano incarico di riscrivere il romanzo “La crisalide d’aria” di un'enigmatica diciassettenne, così da candidarlo a un famoso premio letterario. Il romanzo è un racconto fantastico.

Intanto nel cielo ci sono due lune, una accanto all’altra, ma il lettore non si lasci ingannare dalle apparenze.

Murakami costruisce una narrazione parallela, alternando la storia di Aomame e di Tengo che si amano da sempre, oltre lo spazio e il tempo. I due vivono in un universo separato e distinto dal loro ma coesistente e che Aomame chiama 1Q84; la Q rappresenta il punto interrogativo (question mark). «A quel tempo nessuno sapeva ciò che sarebbe accaduto».

Oltre a Orwell nel libro, Murakami cita Cechov. «Lo scrittore non è una persona che risolve i problemi, ma che li pone», e tanti sono i dubbi che la fine del secondo libro lascia. Che sviluppi prenderà la storia non lo so, non mi rimane che attendere il terzo libro che uscirà nell’ottobre del 2012, quello che so ora, è che sarò impaziente. Non avevo mai letto Murakami e già dalle prime pagine mi ha catturato, è riuscito ad attivare l’interruttore in modalità On che si trova sul pannello della coscienza e che serve ad attivare quel territorio dello spirito che nella vita quotidiana non è usato tanto, come ci racconta l’autore stesso, in un’intervista uscita su Repubblica a cura di Dario Oliverio.




Commenti

  1. Io l'ho letto e il libro mi ha stupito e mi sono accorto che non siamo davanti a un libro comune, ma qualcosa di molto più complesso. Non capisco nemmeno se mi è piaciuto, ma non è questo il punto perchè vengono dati molti spunti per riflettere.
    Attendo la terza parte per concludere le riflessioni sospese.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido. I libri permettono di scoprire altri punti di vista anche per questo li leggo. Grazie per aver lasciato il tuo pensiero.

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il genio dell'abbandono di Wanda Marasco

In tanti libri si leggono storie, alcune meravigliose, poi ci sono libri che sono letteratura, ecco, Il genio dell’abbandono è letteratura. Il genio dell’abbandono è una biografia romanzata di Vincenzo Gemito scultore e pittore nato a Napoli nel 1852 e ivi scomparso nel 1929, artista in continua ricerca del dinamismo vitale nelle opere d’arte ha fatto a meno delle ricercatezze formali ma gratuite cercando il movimento al fine di rendere con veridicità l'espressività della vita, ma il senso del libro e tanto di più. Leggendo il libro, i dialoghi, mi sono ritrovato a modulare il tono della voce e a gesticolare, il testo ti spinge allo sdoppiamento, lettore – attore, ci si ritrova sospesi tra realtà e sogno, vero e verosimile: leggo ma non sto leggendo, vedo Vincenzo, Vicienzo e Peppino, uno produce l’arte, uno cammina svelto tra strade, case, folle, persone, luci e l’altro impersona gli altri due recitando in teatro. Qual è la realtà: io che leggo, io che recit...

Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni

Non mi piace leggere i best seller quando sono al loro apice di vendite e tutti ne parlano. Ma li leggo. Non sono il genere di libri che preferisco, di solito. Ma li leggo. Perché? Non lo so.  Per conoscere i gusti degli altri, di tutti coloro che non sono me, forse. Perché si può leggere in tanti modi;  per svagarci, per ridere, per riflettere, per dare nutrimento all’anima, per curiosità … ecco per curiosità, è la motivazione che mi ha fatto avvicinare al libro di Marcello Simoni . Il nuovo  Umberto Eco , dicono, alcuni. Non mi pare, dico io.  In comune con “ Il nome della rosa ” ha solo il periodo storico, poi la struttura narrativa, la costruzione dei personaggi, la trama, la ricercatezza delle parole, sono ben distanti dal capolavoro del Professore. È piacevole, è un libro per tutti; è un best seller. Siamo nel 1205 il mercoledì delle ceneri e padre Vivien de Narbonne è costretto a fuggire, dei cavalieri che indossano delle mascher...

Benedizione di Kent Haruf

Un uomo, vittima di un male incurabile, ha poco mesi da vivere. Ha una moglie e due figli. Frank, il figlio maschio, fuggito di casa, non ha più dato notizie di sé. La figlia, Lorraine, è tornata a casa dei suoi per dare una mano alla mamma ad assistere amorevolmente il padre, ha perso la sua di figlia in un tragico incidente. Bendizione fa parte della trilogia della pianura. Kent Haruf è scomparso nel 2014, da noi finora lo scrittore americano è stato totalmente sconosciuto. La scrittura di Haruf è sobria, senza fronzoli, racconta la quotidianità di una persona che sta per lasciare la vita, e della sua famiglia. Intorno altri personaggi di una piccola cittadina del Colorado: nella casa accanto una ragazzina orfana viene a vivere dalla nonna; il reverendo Lyle della chiesa locale, che porta con sé un segreto, con i suoi sermoni poco ortodossi non riesce nell'intento di svegliare le coscienze di una comunità conforme, piuttosto li irrita al punt...