Passa ai contenuti principali

XXI secolo di Paolo Zardi





Un venditore di depuratori d’acqua, che vende porta a porta, ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione avendo come scopo la serenità della famiglia. Una moglie e due figli, Miriam e Marco. Eleonore in seguito ad un ictus va in coma e il marito, casualmente, scopre un cellulare della moglie del quale ignorava l’esistenza, e nella scheda SD delle foto di lei nuda. Chi era veramente la donna che aveva sposato e che si prendeva cura dei suoi figli? 

Lui, il suo nome nel romanzo non viene mai rivelato, è costretto a fare i conti con la sua vita. Ambientato in un futuro prossimo del XXI secolo ormai decadente, il romanzo ci interroga sulle relazioni che viviamo abitualmente e dietro le quali si nasconde altro; un estraneo rispetto a ciò che si credeva di conoscere. 

L’idea del romanzo è nata nell’autore da una notizia di cronaca nera che lo aveva colpito. Una donna, impiegata in una piccola ditta di pulizie era stata uccisa a casa sua; da principio si è sospettato del marito ma poi si è scoperto che il colpevole era l’amante di lei, un uomo di cui nessuno conosceva l’esistenza. Allora pensava a un romanzo in due parti ben distinte: nella prima ci sarebbe stata un’indagine di tipo poliziesco per l’identificazione dell’assassino, nella seconda l’indagine, per così dire, esistenziale del marito che cerca di capire chi fosse realmente la vittima, sua moglie. Dopo diversi tentativi per modulare la lingua e trovare la giusta ambientazione, grazie anche all’input di alcuni libri letti,“Sparire”, un romanzo di Fabio Viola, e  Le avventure di Augie March” di Saul Bellow oltre a una chiacchierata pubblica di Martin Amis nella quale ai presenti ha consigliato : “quando scrivete un libro, cercate di arrivare in fondo il prima possibile, seguendo l’istinto – le correzioni fatele tutte alla fine”, è nato XXI secolo.

Il libro si legge in qualche ora - l’estate è alle porte sarebbe un ottimo compagno sotto l’ombrellone - Paolo Zardi non gira intorno alle cose va diretto al dunque, con un po’ di sarcasmo, un po’ di ironia e qualche riflessione sul nostro tempo. Forse manca del pathos, almeno io, non sono riuscito ad emozionarmi mai: quando i due ragazzi scoprono la mamma a terra senza sensi, quando il cognato dà a “lui” la notizia della moglie in ospedale, quando “lui” va a casa della madre e riabbraccia i figli o quando porta i figli in ospedale … tutti fatti che nel reale capitassero ad ognuno di noi produrrebbero una rivoluzione di sentimenti, leggendo il libro rimangono fatti senza spessore emotivo. 



Editore: Neo edizioni
   
Anno di pubblicazione: 2015

Pagine: 160


Commenti

Post popolari in questo blog

Benedizione di Kent Haruf

Un uomo, vittima di un male incurabile, ha poco mesi da vivere. Ha una moglie e due figli. Frank, il figlio maschio, fuggito di casa, non ha più dato notizie di sé. La figlia, Lorraine, è tornata a casa dei suoi per dare una mano alla mamma ad assistere amorevolmente il padre, ha perso la sua di figlia in un tragico incidente.
Bendizione fa parte della trilogia della pianura. Kent Haruf è scomparso nel 2014, da noi finora lo scrittore americano è stato totalmente sconosciuto.
La scrittura di Haruf è sobria, senza fronzoli, racconta la quotidianità di una persona che sta per lasciare la vita, e della sua famiglia. Intorno altri personaggi di una piccola cittadina del Colorado: nella casa accanto una ragazzina orfana viene a vivere dalla nonna; il reverendo Lyle della chiesa locale, che porta con sé un segreto, con i suoi sermoni poco ortodossi non riesce nell'intento di svegliare le coscienze di una comunità conforme, piuttosto li irrita al punto che sarà costretto ad abbandonare…

Purity di Jonathan Franzen

Il libro è suddiviso in sette capitoli, interessante è il parallelo tra il regime socialista e quello digitale, tra i dossier della Stasi e quello della rete che mi ha fatto pensare all’ultimo libro di Renato Curcio, L'egemonia digitale e in particolare al passo in cui Curcio dice: “Nel Grande imprigionamento digitale – a differenza dei totalitarismi che hanno afflitto il secolo passato – sono i nostri “dati” e i nostri “profili” che vengono rastrellati, deportati e internati mentre i nostri corpi vengono lasciati “liberi” di imbrigliarsi ulteriormente nella Rete affinché possano contribuire incessantemente a produrre gratuitamente ulteriori aggiornamenti.
I personaggi sono complessi, ci sono intrecci erotici e soprattutto cerebrali, ognuno dei personaggi cerca di fare i conti con il passato, alcuni lo vorrebbero eliminare, altri metterlo in luce, tutti sono divorati dal senso di colpa e tutti hanno dei segreti e i segreti cosa sono se non il segno distintivo, la cifra identitaria…

A Calais di Emmanuel Carrére

Calais è una città del nord della Francia, negli ultimi due anni a ridosso del porto e del terminal ferroviario, dal quale partono i treni per la Gran Bretagna, una enorme bidonville accoglie 7 mila migranti. Nella “giungla”, così è chiamata, non c’è acqua, corrente; si vive al fango e al freddo e solo nel marzo scorso la Francia ha realizzato, a fianco della “giungla”, un campo di container-alloggio riscaldati e un altro, non lontano, riservato a donne e bambini che accoglie solo una parte dei migranti.
Carrére ha visitato la città e realizzato un resoconto ma evitando il racconto della “giungla”, spostando l’attenzione sulla città e i suoi abitanti, raccogliendo umori, percezioni. In tutto cinquanta pagine che parlano di Calais ma potrebbero riferirsi a qualsiasi città che in questi ultimi anni sta cercando di accogliere migranti e di gestire gli umori, la percezione e le prese di posizione e le azioni degli abitanti che sono contro i migranti, “Molti bianchi del Beau Marais, che viv…