Passa ai contenuti principali

Una barca nel bosco di Paola Mastrocola



Ti dicono che non sai stare al mondo. 
Ti dicono che sei asociale.
Ti dicono che sei diverso.
Ti dicono che sei pazzo.
Perché?

Hai la presunzione di essere un individuo! E quando sei adolescente, emotivamente fragile,  cadi nella trappola del branco, che ti coopta, oppure riesci a resistere.  E prima che sia troppo tardi, invece, di affannarsi nella ricerca delle grandi speranze e delle grandi illusioni sarebbe meglio realizzare se stesso, anche se sei una barca nel bosco

Tu ne quaesiĕris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di diderint, Leuconŏe

Gaspare Torrente è uno di queste "barche" che non seguono la rotta predefinita. Su suggerimento di una sua insegnante della scuola media, madame Pilou, si è trasferito insieme alla madre, dall’isola al nord a Torino, per proseguire gli studi; perché il ragazzo è portato.  Ma ben presto si rende conto di non riconoscersi e di non essere riconosciuto dal “mondo”.  E inizia a lottare con se stesso per adeguarsi, senza riuscirci. 

Già dalle prime pagine, ho percepito Gaspare come un conoscente, alcune volte un parente, altre volte me stesso. Tutto il caleidoscopio emotivo è passato al settaccio: leggendo si finisce ad avere tenerezza, solidarietà, incredulità, rabbia, sconforto, (speranza?).

Questo libro, pubblicato da Guanda, con il quale Paola Mastrocola - insegnante di italiano in un liceo della provincia di Torino - ha vinto il Campiello nel 2004, non è solo un romanzo ma anche una fotografia della nostra scuola e società: impietosa. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Non tutti i bastardi sono di Vienna

Ti ho preso bastardo!”, dice don Lorenzo, uno dei personaggi del romanzo a pagina 287, svelando il perché del titolo. 
La storia è ispirata ad alcuni fatti realmente accaduti, narrati nel Diario dell’invasione di Maria Spada  prozia dell’autore Andrea Molesini, al suo primo romanzo, edito da Sellerio, vincitore del XLIX Premio Campiello.
Tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918 la famiglia Spada, verso la fine della Prima Guerra Mondiale, dopo la battaglia di Caporetto, diventa prigioniera in casa propria degli austriaci.
Narrata in prima persona da Paolo Spada un diciassettenne orfano che nell’ultimo anno della Grande Guerra conosce l’amore e la morte, mentre l’Italia sconfitta prepara la riscossa, la storia è arricchita da altri personaggi: nonno Guglielmo, cinico e dispensatore di sentenze,nonna Nancy, “a dispetto dei suoi settant’anni” una donna colta e ardita, “fra noi e questa gente voglio un fossato fatto di labbra serrate e di sguardi scortesi” dice alla famiglia chiamata a r…

Smith & Wesson di Baricco

Baricco ci sa fare con le parole, non lo scopro certo io. Sa scrivere, sa costruire storie e creare prodotti di narrativa. La narrativa è anche un prodotto, nella forma di libro lo è. Questo, Smith & Wesson, è mediocre. 
Per chi come me ha tanti libri di Baricco nella propria libreria e li ha pure letti ed apprezzati, non si può accontentare di una sceneggiatura come questa, banale sin dal titolo.  Ci sono alcuni passaggi alla Baricco, certo, e ci mancherebbe, ma manca del tutto quella magia, che quando affronti i suoi testi ti prende: leggi, ti fermi un attimo, e poi rileggi, ti fermi, vai avanti così per tutto il libro e quando hai finito di leggerlo ti dispiace e lo riapri, il libro, alla ricerca di quel passo che più ti è piaciuto e poi quell’altro e l’altro ancora, e cerchi di impararli a memoria, li appunti su un pezzo di carta che riponi accanto al letto sul comodino e prima di andare a dormire, ogni tanto li rileggi.
Baricco è un sacerdote laico della parola. In questo libro…

L'egemonia digitale di Renato Curcio

Questo libro ci restituisce le narrazioni d’esperienza di chi ha partecipato a un cantiere socianalitico che si è interessato alle modalità con cui l’impero virtuale cerca di costruire una capacità egemonica sul mondo del lavoro.
I lavoratori di diversi settori, sanitario, istruzione, giuridico, servizi, trasporti ecc.. hanno raccontato la loro esperienza di lavoro; il radicale cambiamento del lavoro ma più profondamente il proprio rapporto con gli strumenti digitali che mediano l’attività lavorativa.
Il libro ci invita a riflettere su questo processo in atto da tempo, l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro e il disorientamento dei lavoratori. “Io sono l’Automa”, così si è presentato a una visita medica obbligatoria, un lavoratore Acea di Roma. “ In che senso, scusi?” gli ha chiesto la dottoressa. E lui, con un tono angosciato: ”Nel senso che ormai non sono più una persona, il tablet personale mi comanda come un robot; nel senso che mi sento un automa, gli presto le mani…