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Le otto montagne di Paolo Cognetti



È una storia di formazione, di padri, di figli e di amicizia. Al centro della storia la montagna, più che un luogo un altro personaggio, il principale, un simbolo.

Pietro vive a Milano è un ragazzino introverso, la mamma lavora in un consultorio e il papà è un chimico. Appena possono e soprattutto in estate si trasferiscono in montagna, a Grana un paese ai piedi del monte Rosa. I genitori si sono conosciuti in montagna, innamorati e sposati, Pietro in montagna ha conosciuto Bruno, il suo unico amico. Bruno ci vive in montagna, porta al pascolo le mucche, lavora il formaggio con i cugini e gioca con Pietro tra i ruderi e il torrente. In quegli anni Pietro inizia a camminare con il padre alla scoperta delle cime e di se stesso e in quelle montagne dopo la morte del padre lì lo riscoprirà. Cognetti è proprio bravo, usa la lingua senza fronzoli, le parole sono quelle giuste, concrete. Le otto montagne è un caso editoriale, venduto circa in 30 paesi in occasione della Fiera di Francoforte, prima ancora della sua pubblicazione in Italia. È candidato al Premio Strega.


 Un libro appassionato e appassionante, restituisce l’amore che Cognetti ha per la montagna, finito di leggere il libro si ha voglia di avventurarsi in un sentiero, di calpestare rami secchi tra abeti e larici, abbandonare il bosco ed i torrenti e salire sempre più su per il desiderio di scoprire il non conosciuto che forse è dentro di noi. 



Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno di pubblicazione: 2016

Pagine: 199

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