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Mr Gwyn di Alessandro Baricco




Ho finito di leggere Mr Gwyn e mi dispiace. Mi ero affezionato a Jasper Gwyn. Uno scrittore di quarantatré anni che vive a Londra. Un giorno mentre camminava per Regent’s Park decide di stravolgere il puzzle della sua vita. Scrive un articolo sul “Guardian” una lista di cinquantadue cose che non avrebbe fatto più: la prima, scrivere articoli per il Guardian, l’ultima scrivere libri.

Non sa bene cosa fare senza il gesto quotidiano della scrittura, ma un giorno entra in una galleria e rimane affascinato dai quadri di un artista e comprende cosa vuole fare: il copista, scrivere ritratti. Trova un garage lo arreda; un divano, un letto, qualche sedia la musica e, poi la luce.

Una luce è giusto uno spicchio di una storia. Se c’è una luce che è come lei, ci sarà anche un rumore, un angolo di strada, un uomo che cammina, molti uomini, o una donna sola, cose del genere. Non si fermi alla luce, pensi a tutto il resto, pensi a una storia.

Si fa costruire diciotto lampadine - “… le Caterina de’ Medici, perché sembravano lacrime sfuggite a un lampadario.” - da un artigiano di Camden Town che si spengono dopo trendadue giorni, una a una a caso ma in un lasso di tempo non inferiore ai due giorni e non superiore a una settimana.

E’ un libro che ci denuda, che ci mette di fronte a noi stessi spogliati dalle tante sovrastrutture. “Tutti siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto e che invano cerchiamo negli scaffali della nostra mente."

C’è pure un sito di lampadine e citazioni qui.

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