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Mare al mattino di Margaret Mazzantini



E’ la storia di due donne dei loro figli e di due Paesi ora amici ora nemici.

Angelina ha vissuto per quarant’anni a Tripoli, a seguito del piano di colonizzazione del governatore Italo Balbo che portò decina di migliaia di Italiani in Libia, ma ben presto il deserto trasformato in orti diventò teatro di guerra e, la scoperta del petrolio ha mutato definitivamente il territorio, la società, l’economia e gli equilibri internazionali.

La famiglia di Angelina cacciata dalla Libia quando arrivò in Italia erano gli anni settanta; un periodo di intense lotte politiche che sfociarono nell’estremismo. Sono gli anni del terrorismo e delle tante stragi ancora oggi senza nessun colpevole. In questo clima i tripolini erano soli, non c’era tempo da dedicare a queste famiglie. Oggi Angelina ha un figlio “Vito guarda il mare. Sua madre un giorno gli ha detto devi trovare un luogo dentro di te, intorno a te. Un luogo che ti corrisponda.”

Jamila è una madre ragazzina che fugge dalla guerra nel suo Paese, la Libia per portare in salvo se stessa e suo figlio Farid in Italia.

Le storie delle due donne s'intrecciano nella narrazione della Mazzantini fatta di ricordi, nostalgia, sofferenza,  perdita e abbandono. " C'è qualcosa nel luogo dove si nasce. Non tutti lo sanno. Solo chi è strappato a forza lo sa."

In questo bel libro edito da Einaudi, l'autrice ci dice che la storia è scritta sempre dagli uomini e dalle donne ma in particolare “ la storia dell’uomo è storia della sua fame. Di affamati che si spostano. E’ la fame dei poveri, dei coloni, dei profughi. E’ la fame avida dei potenti.”

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