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Rivoluzioni 2.0


Come spesso accade, è la crisi economica che sveglia la popolazione dal torpore, in Spagna e' iniziato il quinto giorno consecutivo di proteste che culminerà il 22 Maggio giorno delle elezioni amministrative , la gente è scesa  nelle piazze contro i partiti e la politica nazionale.
La Spagna soffre di un tasso di disoccupazione giovanile incredibilmente alto, al 45%,  la soglia di povertà si allarga, da sempre, la storia ci insegna, questi fattori mobilitano le piazze, ma, questa volta c'è qualcosa di diverso, la modalità è diversa; le mobilitazioni avvengono attraverso il web è l’informazione sono fruibili in tempo reale attraverso i new media.
 Le notizie che stanno arrivando dalla Spagna sono eccezionalmente simili a quelle dell’Egitto e della Tunisia nel senso che anche là il fermento è nato, e si è sviluppato tramite i social network.
Il movimento, de los indignados che ha preso vita lo scorso 15 maggio, ha ora convocato raduni anche in diverse città del mondo. Secondo la piattaforma Democracia Real Ya, in questi giorni proteste sono previste a Bruxelles, Parigi, Messico, Berlino, Vienna, Bogotà, Buenos Aires, Edimburgo, e in Italia a Torino e Padova.
La plaza Puerta del Sol a Madrid sta diventando di ora in ora il simbolo di una protesta che non ha intenzione di cedere, non c’è tenda o cartello che non riporti un account, un indirizzo mail, o un hashtag come #campadasol, quello dedicato alla piazza, o #spanishrevolution l’hashtag  con cui possiamo seguire istante per istante questi avvenimenti.
Oltre ai blog, ed alle condivisioni su facebook e twitter, il movimento spagnolo ha pubblicato un documento  che è stato scritto attraverso Google Docs.
C’è anche una copertura degli eventi in streaming su Agora Video, che permette di vedere coi propri occhi quel che sta accadendo.

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