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Nel guscio di Ian McEwan



Un romanzo irreale. L’io narrante è un non nato.

Un feto a testa in giù nel guscio materno assiste alle trame omicide della madre e del suo amante, lo zio Claude, un ricco immobiliarista. Dalla sua posizione non può vedere ma ascolta il piano per uccidere il padre, poeta sconosciuto e innamorato della moglie, assiste impotente al crimine. 

Nel guscio è una riproposizione di Amleto a partire dall'epigrafe “Oddio, potrei anche essere confinato in un guscio di noce e sentirmi il re di uno spazio infinito – se non fosse la compagnia di brutti sogni.”, una tragedia la cui narrazione non si snoda tra le mura del castello di Elsinore ma nella posizione privilegiata del ventre materno. 

Il piccolo ascolta dunque, ma non solo le voci anche gli stati corporei della madre, il battito cardiaco, avverte la pressione sanguigna e interpreta la madre da ciò che dice, dal suo agire e dal suo intimo. Ha il tempo per porsi delle domande, un fluire di dubbi, fino al supremo dubbio amletico essere o non essere, nel caso specifico nascere o non nascere.

Un romanzo inedito, geniale. 


Editore: Einaudi

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 184

Traduzione: Susanna Basso

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