Passa ai contenuti principali

Purity di Jonathan Franzen



Il libro è suddiviso in sette capitoli, interessante è il parallelo tra il regime socialista e quello digitale, tra i dossier della Stasi e quello della rete che mi ha fatto pensare all’ultimo libro di Renato Curcio, L'egemonia digitale e in particolare al passo in cui Curcio dice: “Nel Grande imprigionamento digitale – a differenza dei totalitarismi che hanno afflitto il secolo passato – sono i nostri “dati” e i nostri “profili” che vengono rastrellati, deportati e internati mentre i nostri corpi vengono lasciati “liberi” di imbrigliarsi ulteriormente nella Rete affinché possano contribuire incessantemente a produrre gratuitamente ulteriori aggiornamenti.

I personaggi sono complessi, ci sono intrecci erotici e soprattutto cerebrali, ognuno dei personaggi cerca di fare i conti con il passato, alcuni lo vorrebbero eliminare, altri metterlo in luce, tutti sono divorati dal senso di colpa e tutti hanno dei segreti e i segreti cosa sono se non il segno distintivo, la cifra identitaria di ciascun essere umano. La società attuale è sempre più trasparente, social, connessa e il risultato è la sostituzione dell’individuo con il collettivo, l’unico con la massa uniforme, così come era nei regimi totalitari.

Tutti i personaggi hanno una necessità, che sia l’amore assoluto, la ricerca della verità, personale o collettiva, tutti sono insofferenti e insoddisfatti del presente. Purity, la protagonista del libro, ha due necessità, estinguere il debito universitario di centotrentamila dollari e scoprire l’identità del padre che la mamma non vuole rivelarle. Nella casa che condivide con alcuni squatter incontra una ragazza tedesca che le offre l’opportunità di risolvere entrambi i suoi problemi: uno stage in Bolivia presso la Sunlight Project, l’organizzazione che divulga le malefatte di governi e privati tramite la rete, una wikileaks più pura. Il leader dell’organizzazione è Andrea Wolf, personaggio carismatico e misterioso. La storia è ambientata tra la Germania est, la Philadelphia, Oakland, Denver, fino giù in Bolivia e in un periodo storico che va dalla caduta del muro di Berlino ai giorni nostri.


Buon libro forse un po’ lungo,  i dialoghi sono ottimi, alcuni memorabili. 


Editore: Einaudi 

Collana: Supercoralli

Anno di pubblicazione: 2016

Pagine: 642



Commenti

Post popolari in questo blog

Il Regno di Emmanuel Carrère

Il nuovo libro di Emmanuele Carrère, pubblicato da Adelphi, la stessa casa editrice di Limonov , è anch’esso un “ oggetto narrativo non identificato ”. Da qualche anno questi oggetti narrativi, che sono un non genere, sempre più, occupano gli scaffali delle librerie, e sono oggetti di discussione. Il libro di Carrère racconta la fede, la sua, conquistata e persa, e la fede delle origini, la nascita e la diffusione del Cristianesimo. Un libro che ha richiesto sette anni di lavoro, di ricerca interiore e sui testi, di studio delle scritture e dei suoi quaderni scritti nel periodo della conversione, che riempiva con commenti al Vangelo di Giovanni. Carrère è un maestro della narrazione della storia degli altri, sue sono tante biografie, e anche questa volta il lavoro che ci ha donato è un capolavoro.  “Ho idea”, scrive Carrère, “che quando questo libro uscirà qualcuno mi chiederà: «Ma insomma, alla fin fine, lei è cristiano o no?».“. Risponde alla domanda, anche...

LA PANTERA RESA

A Calais di Emmanuel Carrére

Calais è una città del nord della Francia, negli ultimi due anni a ridosso del porto e del terminal ferroviario, dal quale partono i treni per la Gran Bretagna, una enorme bidonville accoglie 7 mila migranti. Nella “giungla”, così è chiamata, non c’è acqua, corrente; si vive al fango e al freddo e solo nel marzo scorso la Francia ha realizzato, a fianco della “giungla”, un campo di container-alloggio riscaldati e un altro, non lontano, riservato a donne e bambini che accoglie solo una parte dei migranti. Carrére ha visitato la città e realizzato un resoconto ma evitando il racconto della “giungla”, spostando l’attenzione sulla città e i suoi abitanti, raccogliendo umori, percezioni. In tutto cinquanta pagine che parlano di Calais ma potrebbero riferirsi a qualsiasi città che in questi ultimi anni sta cercando di accogliere migranti e di gestire gli umori, la percezione e le prese di posizione e le azioni degli abitanti che sono contro i migranti, “ Molti bianchi del Beau ...