Passa ai contenuti principali

I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca



Un uomo di cinquant’anni torna coi pensieri all’estate in cui per la prima volta l’età si scrive in doppia cifra.
E’ un bambino e quell’anno conosce l’amore, "Ti piace l'amore?" chiese guardando dritto di fronte, dove si alzava la fiancata di una barca colorata di bianco e di una striscia azzurra. "Prima di questa estate lo leggevo nei libri e non capivo perché gli adulti si scaldavano tanto. Adesso lo so, fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate. Non so se piace a me, però ce l'ho e prima non c'era” -  discute di giustizia e ha fretta di crescere “Il mio corpo non mi sta a cuore e non mi piace. E’ infantile e io non sono più così. Lo so da un anno, io cresco e il corpo no. Rimane indietro. Perciò se si rompe, da lì dovrà venire fuori il corpo nuovo.”

Ogni parola è poesia, lo sguardo che si solleva dalla pagina, ogni volta, sembra proiettare davanti il mare, le barche dei pescatori, la spiaggia di fine settembre, l’odore delle alici fritte e del corpo che assorbe il sale di mare.
Si legge d’un fiato, purtroppo, ho letto la parola “chiusa”, dopo un punto e niente più, ho girato pagina, bianca. Ho mantenuto il libro in mano e anch'io come i pesci non ho chiuso gli occhi.        

                 

Commenti

Post popolari in questo blog

Limonov di Emmanuele Carrère

Il libro è uscito nel 2012, è stato un caso letterario, scelto da "Repubblica" e dal "Corriere della sera", come il miglior libro, ha vinto la XV edizione del premio Malaparte e in Francia il premio Renaudot . È una biografia romanzata su Eduard Limonov , pseudonimo di Eduard Veniaminovich Savenko , scrittore e politico russo che, qualche giorno fa, ha compiuto 71 anni. Prima del bestseller di Emmanuel Carrère, nessuno lo conosceva, se non in Russia. Quando Carrère gli ha chiesto un parere sul libro, ha risposto così: «Non te lo dico. Forse un giorno te lo dirò o forse non te lo dirò mai. È meglio così». 

La seconda mezzanotte di Antonio Scurati

Il 2 novembre scorso ricorreva l’anniversario della morte di Pasolini e, leggendo questo romanzo non ho potuto non ricordare le sue parole, forse perché tutta la sua opera, poesie, saggi, cinema e interventi in tv sono un grande archivio distopico.  “ Uno sviluppo senza progresso è regresso ”  diceva, il Poeta, e in questo romanzo vi è una visione di una società culturalmente regredita.  Siamo nel 2092 dieci anni prima una “Grande onda” ha sommerso gran parte delle terre emerse.  “ La catastrofe era stata un lungo evento che andava compiendosi , ma noi non avevamo avuto occhi per vederla né orecchie per udirla: era stata una catastrofe a rallentatore ”. Il relitto della città di Venezia è stata acquistata dal governo del Nord Italia da un colosso cinese  di telecomunicazioni, informazione ed entertainment controllato da burocrati del partito e l’ha ricostruita facendone un parco divertimenti con al centro dell’attrazione il “ Superdome ” in piazza san Marc...

IL GIOCO DEI TITOLI

 Durante una festa nell'estate del '96 Umberto Eco sta parlando con Roberto Benigni che dice, a tradimento, " Inciampa e cade nel letame in scuderia ". Eco, si trova spiazzato. E' un indovinello? Una barzelletta? uno di quei rompicapo che si chiamano 'crittografie mnemoniche'? Benigni glielo spiega subito. Questo è un film, un film intitolato ' Sfiga all'Ok Corral '. (sfida all'ok corral). Nel 1998 ,  diviene un libro Sfiga all'Ok Corral , per opera di alcuni noti amanti di calembour e giochi di parole: Roberto Benigni, Umberto Eco   e Stefano Bartezzaghi . Il titolo del libro, Sfiga all'Ok Corral,   è già un gioco di parole sul titolo di un noto film western del 1957 diretto da John Sturges : Sfida all'Ok Corral . I Queste le precise istruzioni delle regole del gioco impartite da Umberto Eco nel libro: "L'esercizio consiste nel dare una definizione che sia ...