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Steve Jobs, della vita della morte e dei profeti



E’ morto a 56 anni, Steve Jobs.

Perché per un uomo che non è un parente, un vicino di casa, un conoscente, tanti, oggi almeno per un attimo gli dedicano un pensiero? 

Non ha che fare con quanti soldi ha accumulato, con la fama, con i prodotti che tanti di noi hanno in casa o in tasca, non credo, non può essere, forse riusciamo a percepire che lui ce l’ha fatta, ha trovato la sua strada e l’ha percorsa con gioia, esprimendosi al meglio. E’ questa l’unica cosa che conta: spesso ci affanniamo a “vivere la vita di un altro” ma ogni essere è un unicum, possiamo conoscere l’intero universo, ma fin quando non ci soffermiamo per esplorare il nostro “io” e non ci impegniamo a mettere in pratica l’esortazione “ conosci te stesso” ci sarà sempre qualcosa che ci manca che, non ci soddisfa. La sfida è con noi stessi, ogni giorno; la “verità”  non è immensa non è lontana non si trova nel passato o nel futuro è qui adesso: fermati, smettila di rincorrere gli altri, ascolta il tuo respiro e sentirai le indicazioni del tuo percorso.

Buon viaggio!  

P. s. Sembro un profeta! E’ questo quello che voglio fare da grande? Silenzio sto parlando con me stesso. 

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