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Un terremoto culturale in Calabria contro la mafia



Trame. Festival dei libri sulle mafie, è un festival innovativo, promosso dall’Assessore alla Cultura del comune di Lamezia Terme , retto da Tano Grasso - presidente onorario della FAI Federazione delle associazioni antiracket e antiusura -  è programmato dal 22 al 26 giugno con la collaborazione, dell’ALA (Associazione Antiracket Lamezia) con il sostegno dell’AIE Associazione Italiana Editori e sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura.

Media partner del progetto che seguirà giornalmente gli appuntamenti del festival è Radio 24, l’Ordine nazionale dei giornalisti ha contribuito a finanziare la manifestazione offrendo l’accoglienza a settanta giovani del mondo dell’associazionismo ( Libera e ADDIOPIZZO) provenienti da varie città italiane, la direzione artistica è di Lirio Abbate giornalista dell’ Espresso.

Il festival propone ogni giorno, dalle 18 alle 24, numerosi appuntamenti della durata di un’ora circa ciascuno, che si svolgeranno in tre luoghi del centro storico: Palazzo Nicotera, Piazzetta San Domenico, Palazzo Panarati, dove giornalisti, docenti, magistrati ed imprenditori, presenteranno in spazi all’aperto le
varie opere selezionate dagli organizzatori.

Sono attesi don Luigi Ciotti, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, i fondatori del Centro siciliano di documentazione “Giuseppe ImpastatoAnna Puglisi e Umberto Santino, il sociologo Nando Dalla Chiesa e don Giacomo Panizza, autore, con Goffredo Fofi di “Qui ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso “ (Feltrinelli), Marcelle Padovani, corrispondente per L’italia del “Nouvel Observateur”, per parlare di “Cose di cosa nostra”, il libro intervista a Giovanni Falcone uscito nel 1991, ci sarà anche il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, Nicola Gratteri procuratore aggiunto di Reggio Calabria che parlerà con Francesco Gaeta del suo libro  “ La giustizia è una cosa seria” (Mondadori).

Il programma completo qui

L’idea di Trame - dice Tano Grasso  - è quella di avere ogni anno un momento di confronto e di verifica attorno alle numerose pubblicazioni su mafia e antimafia, Lirio Abbate sostiene che - La forza delle parole e delle azioni contro le mafie può scuotere le coscienze dei calabresi. Un terremoto culturale capace di far crollare il muro di omertà è quello che vogliamo provocare con «Trame». In questa terra di Calabria martoriata da criminali senza scrupoli che si alimentano anche della paura della gente. E della collusione di amministratori e professionisti infedeli e avidi del denaro sporco.

Il compito di tutti noi Calabresi, è, di illuminare, il cono d’ombra informativo, che il procuratore Giuseppe Pignatone sostiene esserci in Calabria, così da svelare ciò che si nasconde nei torbidi intrecci; una trama appunto, di relazioni che rallentano, affossano questa terra.

La mafia non può essere affrontata solo come un problema che attiene alla sicurezza, è soprattutto una conseguenza di una visione distorta della società; tante volte nelle varie campagne elettorali ho ascoltato chi sosteneva di votare il politico tal dei tali perché toglie le multe, o ti prenota la visita medica senza fare la fila.

Questi atteggiamenti clientelari alimentano solo il potere del politico e del padrino che rappresenta. Dobbiamo una volta per tutte affrancarci, da queste falle culturali, per far sì, che anche la nostra terra possa essere libera, senza aspettare più nessun uomo della provvidenza, dobbiamo essere noi stessi artefici del nostro futuro.

Solo con una potente iniezione culturale possiamo debellare l’ignoranza e con essa la sua conseguenza: le mafie.

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